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L’ISOLA 2017-08-18T06:58:26+00:00

L’Isola di Favignana

L’Isola di Favignana (o “Faugnana”, secondo il dialetto locale) è la più grande delle isole Egadi, un arcipelago posto a circa 7 chilometri dalla costa occidentale della Sicilia, in linea d’aria tra Trapani e Marsala, costituito da tre isole, Favignana, appunto, Marettimo e Levanzo, due isolotti ed un insieme di scogli e faraglioni. È caratterizzata da una forma davvero particolare, due estremità più estese ed una sezione centrale decisamente più ristretta, che rimanda effettivamente a due ali spiegate tanto che ha portato il pittore Salvatore Fiume a definire l’Isola di Favignana “la grande farfalla sul mare”.

Il territorio di Favignana è caratterizzato principalmente da macchia mediterranea, interrotta da una dorsale montuosa che attraversa l’isola da nord a sud con un’altitudine massima di 314 metri, Monte Santa Caterina. Il suo clima è quello tipico dell’arcipelago, con inverni decisamente miti, la temperatura media nei mesi di gennaio e febbraio è di 5 °C, ed estati torride, a luglio ed agosto si attestano picchi addirittura di 45 °C.

L’isola è nota soprattutto per le sue splendide spiagge che si sviluppano per circa 33 chilometri, essendo uno dei pochi casi nel mediterraneo di località in cui è possibile accedere da terra ad una così alta percentuale di costa: da questo punto di vista Favignana presenta opzioni per tutti i gusti, andando dalle rive sabbiose a quelle con scogli e ciottoli, da quelle più attrezzate per la balneazione e l’intrattenimento a quelle più selvagge ed isolate.

La presenza umana a Favignana sembra risalire addirittura al Paleolitico superiore, infatti si hanno tracce di insediamenti nella zona del Faraglione e nella zona San Nicola; l’isola era nota agli antichi Greci come “Aegusa” (l’isola delle capre) ed è appurato che i Fenici vi si stabilirono a partire dall’VIII secolo a.C. Il nome Favignana deriva però dal latino “favonius”, parola con cui veniva indicato il vento caldo dell’ovest, e sembra diretta conseguenza dell’occupazione Romana a seguito della Prima guerra punica. Dopo il crollo dell’impero, l’isola entra nel 1081 sotto il controllo stabile dei Normanni, autori delle sue due prime importanti fortificazioni, Forte San Giacomo e Forte Santa Caterina; quindi l’intero arcipelago passa ai Borboni a partire dal XVI secolo, venendo utilizzato principalmente come prigione o luogo di confino.

Impossibile non citare nuovamente innanzitutto il Castello posto sulla cima del Monte Santa Caterina, probabilmente la struttura più caratteristica dell’isola: è stato edificato come semplice torre d’avvistamento nel IX secolo d.C., per poi venire ampliato e potenziato fino a quando assunse la sua struttura attuale nel 1655; è stato utilizzato sia come prigione che come roccaforte ed oggi versa, purtroppo, in stato di abbandono.

Il secondo emblema di Favignana è con ogni probabilità la Chiesa della Madonna dell’Immacolata Concezione che sorge nel cuore del paese, famosa sia per la sua facciata settecentesca che per gli oggetti di pregio che conserva al suo interno, un crocifisso ligneo del XVIII secolo ed una statua marmorea di Sant’Antonio del XVII secolo. Altre architetture degne di nota sono sicuramente Villa Florio, una palazzina in stile neogotico che oggi ospita l’info point turistico, e l’ex stabilimento della Tonnara di Favignana, una struttura non più in attività e che però resta visitabile.

Tra le altre pietanze tipiche del luogo segnaliamo inoltre il pesce spada arrostito, la stessa bottarga, ma anche il cous cous: un agglomerato di granelli di semola cotti al vapore che possono essere cucinati sia con carne, pesce che con verdure.